MISTICANZE SONORE

Ho aperto questo blog per condividere la mia passione musicale,e per approfondire le mie conoscenze sul jazz,blues,lounge.
lunedì, 09 luglio 2007

Candy Dulfer

Groove a gogo dalla regina del sax mondiale dell'Olanda. La carriera di Candy Dulfer si apre seguendo i ritmi e le tappe di una bambina prodigio; ha infatti solo 7 anni quando per la prima volta prende in mano un sassofono. Suo padre Hans Dulfer, noto sassofonista olandese riconosce il talento della figlia e la fa suonare in una piccola brass band di Amsterdam.

Ben presto inizia a esibirsi insieme al padre nei jazz club di tutto il paese e con lui incide il primo disco al età di 11 anni.

Un anno più tardi la sassofonista americana Rosa King le chiede di unirsi alla sua band. Candy accetta e con questa formazione si esibisce sul palco del Northsea Jazz Festival dell'Aja, diventando cosi una delle più giovani musiciste mai passate da quel proscenio!


Candy, diventa presto il "leader" della band Funk Staff, band che viene invitata da Madonna per prendere parte al suo European Tour. E' stata poi portata alla ribalta anche da Prince, che l'ha presentata a tutto il mondo attraverso il suo video per Partyman.

Il suo album d'esordio, Saxuality, esce nel 1990 e riscotendo un notevole successo tra le radio smooth jazz d'oltreoceano raggiungendo l'undicesima posizione nella classifica dei brani Top 100.

Fortemente influenzata da Sonny Rollins e David Sanborn, Candy è diventata a sua volta fonte di ispirazione per altre donne musiciste compresa la chitarrista Joyce Cooling e le sassofoniste Pamela Williams e Mindi Abair.


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lunedì, 09 luglio 2007

Jazz dispute

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lunedì, 09 luglio 2007

Free jazz

Il free jazz è una forma di jazz nata tra New York e Chicago, nei primi anni '60, parallelamente al sorgere delle grandi battaglie razziali di Martin Luther King e, soprattutto, di Malcolm X: Black Power sarà sempre un marchio distintivo dei musicisti "Free". Ha rivestito e riveste, perciò, una grande valenza sociale.

Come indica il nome si tratta di un tipo di musica libera, completamente al di fuori degli schemi: uno dei limiti estremi raggiunti negli anni è stata la partitura per quintetto che prevedeva la libera improvvisazione, contemporanea, di tutti gli strumenti secondo l'estro del momento.

Al di là degli eccessi ci si trova comunque di fronte ad un genere musicale di difficile comprensione senza una conoscenza approfondita di tutto quello che lo ha preceduto (musicalmente, sociologicamente, politicamente): ai massimi livelli si è davanti a musicisti che rivendicano o il loro diritto ad essere considerati "uomini" o la loro disperazione per il "non riuscirci".

E qualora - ma molto raramente - non ci si trovi di fronte ad una rivendicazione sociale, si affronta la totale libertà espressiva di musicisti che trasmettono le loro emozioni ad un pubblico che poi le recepirà in maniera indipendente e personale: il paragone può essere possibile con le "improvvisazioni" di Vassiliy Kandinsky.

I caratteri di novità di questo stile rispetto ai precedenti consistono nella frammentazione e irregolarità del ritmo e della metrica, nella atonalità che può arrivare fino al rumorismo, nell'assorbimento di tradizioni musicali provenienti da ogni parte del mondo (tanto che può essere considerato un antenato della World Music) e soprattutto nella tensione, intesa come intensità e liricità, che talvolta assume caratteri orgiastici e liberatori.

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mercoledì, 13 giugno 2007

Caratteristiche principali

Rivelatosi all'inizio del XX secolo come musica d'intrattenimento di dubbia reputazione il jazz arrivò ad occupare il posto d'onore tra i generi leggeri nel periodo compreso tra gli anni 20 e 30 del XX secolo, la cosiddetta Era dello swing. I caratteri di musica d'arte che erano presenti fin dagli inizi andarono accentuandosi per diventare dominanti ed essere riconosciuti attorno agli anni  50 quando gli anni dei grandi successi commerciali erano ormai finiti. Per un famoso critico musicale classico, l'italiano Giulio Confalonieri, il jazz è la musica più vitale, libera e rappresentativa della nostra epoca. Al contrario Theodor Adorno, nei suoi scritti, tratta il jazz, alla stregua di tutta la musica popolare, come un prodotto dell'establishment commercial-culturale, e pertanto lo considerava "cattiva musica".

Dal punto di vista tecnico, il jazz moderno è caratterizzato dall'uso estensivo dell'improvvisazione, di blue note, di poliritmie e di progressioni armoniche insolite se confrontate con quelle in uso nella musica classica. In particolare la pulsazione ritmica jazzistica, elastica e a volte scandita in maniera ineguale, chiamata swing, ha sempre rivestito grande importanza in quasi tutte le forme stilistiche di questa musica. Fin dagli inizi l'interpretazione jazzistica ha posto un grande accento sull'espressività, e, nel corso degli anni, anche sul virtuosismo strumentale.

Caratteristica peculiare della musica jazz è senza dubbio l'improvvisazione la quale, partendo dalla semplice variazione sul tema iniziale, ha assunto via via sempre maggiore importanza, fino ad assumere, nella forma che fu chiamata Free Jazz e che ebbe il suo periodo d'oro negli '60-'70), la completa preminenza sul tema, che poteva anche scomparire negli esperimenti che venivano a volte chiamati "improvvisazione totale collettiva".

La formazione jazzistica moderna tipica è costituita da un gruppo musicale di dimensioni limitate. La combinazione più frequente è il quartetto, quasi invariabilmente costituito da una sezione ritmica composta da batteria, basso o contrabbasso, pianoforte e da uno strumento solista, generalmente un sassofono o una tromba. Nell'ambito della piccola formazione sono possibili e frequenti una gran varietà di cambiamenti. Per quello che riguarda la consistenza numerica, si trovano esempi di performance solistiche (spesso, ma non sempre, si tratta di pianoforte solo), fino ad arrivare al nonetto formazione che comncia già ad assumere cratteristiche orchestrali. Si hanno anche svariatissime combinazioni per quello che riguarda la qualità degli strumenti coinvolti: si hanno esempi di jaz sunato solisticamente con la maggior parte degli strumenti orchestrali (perfino oboe e arpa) o folcloristici (ad esempio, la kora).

Il jazz possiede anche una lunga tradizione orchestrale, che ha avuto come protagonisti musicisti d'eccezione. Le formazioni jazzistiche orchestrali, che entrarono in crisi profonda alla fine degli anni 30, sono oggi abbastanza rare, soprattutto a causa delle difficoltà economiche e organizzative collegate alla gestione di un compleso che comprende molte decine di musicisti.

Per lungo tempo territorio privilegiato dei musicisti afroamericani che lo inventarono, e avete come centro propulsore gli Stati Uniti d'America, il jazz è oggi suonato, composto e ascoltato ovunque in tutto il mondo come una nuova musica colta: se questo è vero soprattutto nel mondo occidentale, è anche vero che le esplorazioni delle radici musicali africane che molti jazzisti intrapresero a partire dagli anni 60 e i contatti tra culture e stili musicali caratteristici dell'ultima parte del XX secolo, hanno contribuito a creare molti tipi di jazz, che vanno dalla tradizionale performance per piccolo ensemble, derivato dalle esperienze boppistiche e postboppistiche, alla creazione di sonorità insolite che nascono dalla ibridazione di diverse tradizioni strumentali e musicali, fino ad arrivare a dissolversi nel genere chiamato world music (e in questo caso non si parla più di jazz). Un fenomeno simile ha recentemente conferito la categoria di genere colto anche a parte della musica brasiliana e argentina (Antonio Carlos Jobim, Astor Piazzolla e altri), che fra l'altro si è apparentata con il jazz, anche per l'opera svolta da Stan Getz ed altri in conseguenza della quale molti standard jazz utilizzano modelli brasiliani e argentini.                               

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mercoledì, 13 giugno 2007

Come nacque il jazz

(1997 Jole Stragapede) L'etimologia della parola jazz  è sconosciuta, ma il grande Dizzy Gillespie diceva che jasi, in un dialetto africano, significa "vivere ad un ritmo accelerato". Paradossalmente, chi la farà conoscere sarà l'Original Dixieland Jazz Band, diretta da Nick La Rocca, orchestra di musicisti bianchi nati a New Orleans, che incisero il primo disco nella nel 1917 a New York. Il figlio di La Rocca ha raccontato del primo tour della ODJB a New York, durante quale i manifesti publicitari delle loro serate sono stati alterati dai buontemponi del'epoca nel seguente modo: cancellavano la lettera "J" dalla frase "Jass Band" per farla diventare "Ass Band", che in inglese significa "sedere" o "la banda del sedere". In seguito hanno dovuto cambiare la parola "Jass" in "Jazz".

 

Gli schiavi neri, deportati dall'Africa dal 1500 al 1865, si incontrarono con gli europei giunti a colonizzare le Americhe, e dall'incrocio di forze sotterranee di un popolo considerato istintivo (gli africani) e dall'idealismo occidentale nato dalla Grecia classica e dal mondo germanico fiorì una nuova forma culturale basata sulla creatività istintività conviviale e sull'improvvisazione; vocale e strumentale.

 Nel sud degli Stati Uniti gli schiavi neri si mantennero legati alla loro musica e innanzitutto al canto; gli strumenti musicali portati dall'Africa, in particolare i tamburi, furono infatti confiscati in quanto i bianchi credevano che fossero usati per comunicare e per incitarsi alla ribellione. Le canzoni, work songs, le plantation songs, avevano vita per vincere la condizione di inferiorità e assoggettamento al quale erano costretti e per non dimenticare la propria identità delle quale i black codes (codici per i neri) li avevano privati. La tradizione musicale africana era collegata ad avvenimenti della vita quotidiana agricola e pastorale e manifestazioni guerresche.

La tradizione europea fornì l'impulso per attingere da altre forme musicali: la musica classica, i canti religiosi, le canzoni folcloristiche, le musiche da ballo, le marce, le opere liriche, e infine gli strumenti musicali dal pianoforte agli strumenti a fiato. Tra le musiche sacre mutuate, un esempio è Oh Tannenbaüm, successivamente adattato a marcia e suonato in stile jazz con il titolo di Maryland, My Maryland.

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Chi sono

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Nome: Raffaele Loagrzo
Sono ancora uno studente universitario,iscrtitto ad un corso di progettazione multimediale.


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